Gli amministratori e i redattori del portale KDE Italia e del relativo forum sono lieti di comunicare a tutti gli utenti, attuali e potenziali, la messa on line del nuovo portale dedicato all'ambiente desktop della comunità KDE. KDE, che nella sua accezione di "insieme di software" è chiamato KDE Software Compilation, è un ambiente desktop per Linux, BSD e altri compatibili UNIX® che comprende una grande quantità di programmi utilizzabili anche su altre piattaforme come Microsoft® Windows® e Apple® Mac OS® X.
Nel comunicare l'apertura del nuovo e rinnovato portale e l'attivazione del nuovo forum, la squadra di KDE Italia invita tutti a farle visita sul nuovo portale raggiungibile al nuovo indirizzo
http://www.kdeitalia.it
Il sito sarà, anche se per poco tempo, ancora raggiungibile dal vecchio indirizzo
http://kde-it.org.
Nella progettazione del nuovo portale, che porta nuove idee e un aggiornamento della struttura amministrativa, attenzione particolare è stata fatta nell'agevolazione dei nuovi utenti a muovere i primi passi nel mondo di KDE.
Disponibile a rispondere a tutte le vostre domande nel nuovo forum, la squadra di KDE Italia vi saluta e vi aspetta numerosi anche solo per una veloce visita!
12 gennaio 2010
KDE Italia si rinnova!
11 gennaio 2008
IT - KDE 4.0.0 è tra noi
Il progetto KDE è già riuscito più volte a dimostrare come un gruppo on-line possa ottenere, utilizzato una tecnica di sviluppo collaborativo OpenSource, dei risultati strabilianti. Infatti, vari riconoscimenti sono stati assegnati ad alcuni dei sotto-progetti di quello che è ad oggi il più diffuso e completo ambiente Desktop libero disponibile, da ormai undici anni, su sistemi operativi simili a Unix e da ora in avanti anche per Microsoft© Windows© e Apple© Mac OS X©.
Oggi, 11/01/2008, viene rilasciata la attesissima versione 4.0 dell'insieme di programmi che prende il nome di KDE. KDE 4.0 però non è semplicemente la quarta versione di un ambiente operativo grafico che comprende tutte le applicazioni necessarie a soddisfare le esigenze degli utenti. KDE 4.0 infatti costituisce una svolta nell'esperienza Desktop, dall'utilizzatore finale al programmatore, entrambe toccati da numerose novità che andremo a scoprire, se pur superficialmente, più avanti. Continuate a leggere!
La visione generale
Da quando, nel 2005, le librerie che sono alla base di KDE (le Qt della Trolltech) hanno raggiunto la versione 4, nei canali di comunicazione dove usualmente si incontrano gli sviluppatori e gli appassionati più tecnici di KDE si è fatto un gran parlare dello sviluppo di KDE 4. Molte idee sono state espresse nella sezione che è stata creata appositamente per raccoglierle su KDE-apps.org, molte sono state portate avanti e sviluppate, molte altre rinviate a KDE 4.1.
Ma le novità di primo impatto, tangibili con questa storica release, non si limitano certamente alle migliorie derivate dall'utilizzo delle nuove librerie della Trolltech.
Un nuovo concetto di esprimere le azioni e le interazioni dell'utente con le applicazioni è stato studiato da zero per dare vita ad una nuova esperienza visuale che guiderà l'utente con una intuitività mai vista. Questo è il lavoro del team Oxygen, formato dai creatori delle nuove icone e del nuovo stile per il Desktop di KDE 4. Le intenzioni del team Oxygen sono state fin dal principio quelle di lasciarsi alle spalle il vecchio concetto che limitava l'icona ad essere solo una figura per aiutare a memorizzare ciò che vi era collegato. Con il nuovo set di icone Oxygen si è cercato di raggiungere un livello di intuitività superiore, si ha avuto la pretesa di far capire all'utente l'azione o il tipo di file rappresentato da una determinata icona ancor prima di farci clic sopra. Di concerto ne deriva che la memorizzazione e l'associazione dell'icona ad una azione o tipo di file ne trae un non trascurabile giovamento.
Ma la novità principale del Desktop KDE 4 si chiama Plasma, ed è la componente che rappresenta ciò che un utente intende per Desktop. Forse dovrei dire "intendeva" poiché Plasma è un progetto innovativo e avveniristico che intende portare ad un altro livello l'esperienza Desktop dell'utente. Plasma permette l'utilizzo delle vecchie applet di superkaramba come anche dei widget della dashboard di Mac OS X©. Tutte le parti di un Desktop vecchio stile sono state riviste e integrate su Plasma, i pannelli dove siete abituati a rimpicciolire le applicazioni, il classico posizionamento dell'orologio di sistema, le informazioni sulle applicazioni nascoste come i vari programmi di messagistica istantanea o l'indicatore del volume. Tutto è stato "plasmificato" e ora posizionabile in qualsiasi area del Desktop, senza più restrizioni.
Ma tutte le innovazioni del nuovo KDE non sono visibili a occhio nudo, e soprattutto non sono apprezzabili dal semplice utilizzatore finale. Molti sforzi sono stati concentrati nell'implementazione di librerie facili da utilizzare, nella costruzione di applicativi di base (backends) creati per rendere vita facile ai programmatori che vogliano investire il loro tempo nella produzione di applicazioni per KDE 4. Nepomuk, Strigi, Akonadi, Phonon, Solid, sono alcuni dei cosiddetti pilastri di KDE 4, infrastrutture innovative dedicate a rendere l'ambiante KDE più facile e potente sia per gli sviluppatori che per gli utenti. Ma non ce ne occuperemo qui, sono infatti, per la maggior parte, argomenti dedicati agli utenti più avanzati e ai programmatori. L'utente finale non sarà in grado di notare questi nuovi componenti, non saprà come funzionano. Si renderà conto però che la ricerca all'interno dei file sarà molto più veloce e precisa, noterà l'estrema facilità con la quale potrà configurare i vari dispositivi multimediali, noterà la capacità di commentare, valutare e aggiungere tag a tutti i tipi di file e molto altro!
Microsoft© Windows© e Apple© Mac OS X©
Nelle prime righe si fa menzione del fatto che KDE 4 sarà disponibile anche su altri sistemi operativi al di fuori dei classici Linux e FreeBSD. Ora che si è visto cosa è Plasma è d'obbligo precisare che la possibilità di avere KDE 4 anche sulle altre piattaforma menzionate si limita solamente ad alcune applicazioni, non all'intero ambiente. Infatti i Desktop di questi altri sistemi operativi rimarranno invariati, Plasma non verrà utilizzato al di fuori di GNU/Linux e FreeBSD. Si avrà però la possibilità di utilizzare molte delle applicazioni scritte per KDE 4 anche su Windows© e OS X©, dando quindi la possibilità a chi non vuole avventurarsi nel mondo dei sistemi operativi OpenSource di poter utilizzare programmi come Amarok, KOffice, digiKam e molti altri che fino ad oggi erano disponibili solo per gli utenti Linux.
Conclusione
In questa breve introduzione si è parlato di quelle che sono le prospettive future per il ciclo di vita di KDE4. Non tutto infatti è ancora pronto, molti pezzi del puzzle devono essere ancora messi nel posto giusto. La versione rilasciata oggi, la 4.0.0, segna solo l'inizio di questa nuova avventura del progetto KDE.
15 dicembre 2007
IT - Tellico
Tellico, gestisci facilmente le tue collezioni!
Chi di noi non ha almeno un centinaio fra libri, fumetti, cd e dvd? Sono anche più che sicuro che pochi dei lettori riescono a ricordare dove sono sistemati tutti questi oggetti e se per caso alcuni sono stati prestati e a chi. KDE annovera fra le sue numerose applicazioni un gestore per i cataloghi di vario tipo, si chiama Tellico ed è stato creato per aiutarci a mantenere ordinati tutti gli oggetti delle nostre collezioni preferite. All'installazione i tipi di oggetti che è possibile catalogre sono più che sufficenti, nella maggior parte dei casi, per iniziare subito a mettere ordine. Tellico infatti è già predisposto per la catalogazione di collezioni video, audio, francobolli, vini, giochi e altro.
Ma non finisce quì. Tellico infatti da la possibilità di creare tipi di collezioni personalizzate, nonchè la possibilità di modificare le collezioni predefinite per farle aderire il più possibile alle nostre esigenze. Un esempio? Pensate di voler organizzare la vostra collezione di DVD-Video utilizzando il tipo di collezione predefinito di Tellico per i video. Non avendo che supporti DVD vorrete sicuramente eliminare il menu che vi chiede, all'inserimento di un nuovo titolo, su che tipo di supporto si trova il vostro filmato. Niente di più semplice se si considera che Tellico da la possibilità di modificare praticamente qualsiasi voce delle caratteristiche degli oggetti con una semplice ed intuitiva interfaccia.
Quì si possono eliminare le voci che non ci servono. Possono essere aggiunte voci che invece ci servono, ma non ci sono, e volendo si possono modificare le voci esistenti.
Interfaccia
L'interfaccia grafica di Tellico è veramente semplice e minimale.
Tutto ciò che serve per utilizzare il programma è comunque a portata di mano. Basta lasciare la freccetta del mouse per qualche attimo sui pulsanti per sapere quale azione corrisponde alla pressione di quell'icona. La prima cosa da fare per poter utilizzare Tellico sarà comunque pensare a cosa si vuole catalogare. Faremo qualche esempio sulla catalogazione di libri utilizzando il tipo di collezione predefinito pensato per questo scopo: Nuova collezione di libri, dal menu File oppure dal pulsante "Nuovo" al primo posto nella barra dei pulsanti di Tellico. La nuova, vuota, collezione viene creata in un file che può essere salvato ovunque. Non è implementata al momento la possibilità di utilizzare un database remoto e non so se lo sarà in futuro.
A questo punto non ci rimane che iniziare ad aggiungere voci al nostro catalogo, e ci sono principalmente due modi per farlo. Tellico da infatti la possibilità di cercare il titolo da catalogare direttamente nei cataloghi online, sia internazionali che nazionali, oppure più semplicemente il nuovo oggetto della collezione può essere aggiunto manualmente.
Il primo approccio è sicuramente più facile e veloce, e funziona nella maggior parte dei casi. La ricerca può essere effettuata per autore, titolo o codice ISBN:
Il risultato può essere aggiunto con un semplice doppio click alla collezione, riempiendo così tutti i campi del caso come trama, immagine della copertina, codice ISBN, titolo e autore. Sarà possibile successivamente modificare la voce appena creata aggiungendo i propri commenti, il prezzo pagato, una valutazione e tutto quello che vi viene in mente!
Qualora non dovesse andare a buon fine la ricerca su internet o non si avesse accesso alla rete le voci si possono comunque aggiungere a mano. In questo caso i campi da compilare sono a scelta dell'utente, ma il risultato migliore si avrà certamente compilando più campi possibile.
Funzionalità secondarie
Una volta ottenuto un consistente insieme di voci nel nostro catalogo possiamo provare alcune delle funzionalità che Tellico ci mette a disposizione per facilitarci la gestione delle nostre collezioni. Abbiamo infatti la possibilità di generare dei resoconti che ci indicano i dati, riferiti alla nostra collezione, che ci interessano in quel momento. Supponiamo di voler stampare un elenco di tutti i nostri libri con una visualizzazione in due colonne, titolo la prima e autore la seconda:
è facile immaginare l'utilità che può avere uno strumento del genere se utilizzato con collezioni di centinaia di pezzi. Pensate magari alla possibilità di ottenere un resoconto di tutti i titoli che avete prestato, indicando il titolo del libro e il nome della persona alla quale lo avete prestato.
Conclusioni
Inutile dire che le poche righe di questa recensione non possono rendere giustizia alla grande configurabilità di questo software. Un consiglio non può essere altro che quello di provarlo, non solo per vederlo in azione, provate seriamente, fin dai primi click, ad utilizzarlo con le vostre collezioni di cd, libri o magari film, in qualsiasi supporto essi siano, sono più che sicuro che lo utilizzerete sempre di più e in maniera sempre più profiqua. Per quanto riguarda il porting alle qt4 per KDE 4 non ho trovato nessuna informazione sul sito e non voglio disturbare l'autore, Robby Stephenson, per chiedere se e quando questa applicazione sarà adattata al nuovo desktop KDE.
Non mi resta che augurare una buona catalogazione a tutti.
Scritto da opensourcecat
pubblicato su kde-it.org
9 novembre 2007
IT - Sempre più forti!
16 ottobre 2007
IT - Stampa KDE per openOffice
Per prima cosa andate ad eseguire, anche da utente normale, il programma chiamato spadmin che si trova nella cartella /usr/lib/ooo-2.0/program con i seguenti comandi:
cd /usr/lib/ooo-2.0/program
./spadmin
ora avrete davanti questa interfaccia (potrebbe non corrispondere esattamente, ma è quella):
Come avrete già intuito è sarà necessario aggiungeree una nuova stampante nel formato di un convertitore pdf come mostrato nello screenshot seguente:
Nel passo successivo dobbiamo scegliere Il motore di conversione in pdf. Sinceramente, avendoli provati entrambe (il terzo non ci serve) non mi sento di consigliarne uno in particolare, perciò prendetene uno a caso, facciamo il primo:
Bene cliccate avanti e, a prescindere dalla scelta che avete effettuato, vi si presenterà la finestra dove dovete dire a chi consegnare il flusso pdf appena creato. A noi interessa che sia kprinter a prenderlo in consegna e perciò il comando da inserire sarà semplicemente
/opt/kde3/bin/kprinter
come riportato nella finestrella successiva:
La finestra successiva non richiede di certo uno screenshot! Non dovete fare altro che indicare il nome della stampante che più vi aggrada, e se volete impostarla come stampante predefinita per openOffice. Ben fatto! ora avete tutta la potenza del sottosistema di stampa di KDE anche per i vostri lavori su openOffice!
14 ottobre 2007
IT - Finalmente 10.3!!!
IT - Plasma... Scoperto!
MERCOLEDI 25 LUGLIO 2007 desktop zooming [...taglio...] L'idea è questa: I plasmoidi vengono inclusi in dei gruppi. Ogni gruppo può essere visualizzato a pieno schermo, e questo è ciò che l'utente associa all'idea di "Desktop" al giorno d'oggi. Non si è però limitati ad un singolo gruppo di plasmoidi che occupa l'intero desktop, se ne possono avere diversi. Quando si fa zoom indietro si vedranno i plasmoidi nei vari gruppi diventare semplici icone e questo permette di separarli, riarrangiarli e gestirli. Un altro zoom indietro e i gruppi diventeranno a loro volta delle icone, facendo scomparire i plasmoidi al loro interno. Questa visuale permette di vedere tutti i gruppi di plasmoidi in una volta, anche se se ne ha molti, sceglierne uno e fare zoom su di esso. L'idea è quella di permettere agli utenti di poter organizzare vari insiemi di plasmoidi e poter passare velocemente da uno all'altro utilizzando i livelli di zoom. Alcuni esempi di utilizzo possono essere: Aaron lavora a casa. [...taglio, non ho capito...]. Lui fa un sacco di cose con il computer, non ci lavora soltanto. Separa la sua vita lavorativa da quella familiare sul suo computer arrangiando differenti insiemi di plasmoidi. Aaron usa velocemente i livelli di zoom per spostarsi dal gruppo "lavoro" a quello "famiglia" durante la sua giornata. Lisa è un designer. Ad ogni momento sta lavorando contemporaneamente per due o tre clienti e sistema i files di ogni cliente in un gruppo separato, ognuno dei quali è etichettato con il nome del progetto. Mantiene contemporaneamente gli elenchi delle persone con le quali sta lavorando ai vari progetti, le pianificazioni temporali e le liste delle cose da fare (sincronizzate con il server collaborativo dell'azienda per la quale lavora), separate per ogni progetto. Per spostarsi da un progetto all'altro usa i livelli di zoom per muoversi fra i gruppi di plasmoidi. Josh è un sedicenne svogliato, dovrebbe essere a lavoro sui compiti di chimica ma sta gironzolando su facebook e myspace. Ha vari plasmoidi per i vari gruppi di amici in diversi gruppi di plasmoidi organizzati a seconda della cerchia di amicizie e per i gruppi di lavoro a scuola. Nonappena sente che la mamma si avvicina prontamente si sposta sul gruppo di plasmoidi organizzato per lo svolgimento dei compiti a casa. ok, l'ultima è un tantino ironica ;) [...taglio...] Posted by Aaron J. Seigo at 10:49 PM
Dando retta alle ultime righe del post (omesse) mi aspetto a breve uno screencast di queste funzionalità! Di sicuro è un'idea molto ma molto promettente, mi rende davvero impaziente e il solo pensare a determinate funzionalità associate alla strabiliante bellezza di ciò che il team compiz fusion (anche se gli effetti in KDE 4 sono gestiti dal nuovo kwin credo che data la natua open source dei progetti in questione non sia irrazionale aspettarsi il meglio) sta facendo mi viene l'etteralmente l'ansia! Ora non devo fare altro che mettere da parte un po di soldi per un portatile con una scheda grafica Nvidia!!!
IT - Qualche test per perdere tempo(?)
Ora, io dico, saranno anche coincidenze ma, ogni volta che decido di provare una nuova distribuzione, nel giro di 24 ore torno sempre sui miei passi. E non è una questione di conoscere meglio una piattaforma o l'altra, ho iniziato la mia esperienza con linux dalla fedora (4), sono poi passato alla openSuse 10, con la quale ho avuto mesi felici, per poi passare a kubuntu con la quale comunità mi sono trovato molto bene. Ma tutto questo giro non mi ha permesso che di constatare la superiorità della distribuzione sponsorizzata da novell. Questa mia riflessione deriva dall'ultima esperienza che ho avuto. Riguarda la configurazione di una scheda wireless pci. Avendo deciso di vendere il computer desktop di casa, un fujitsu-siemens con pentium 4 e 512MB di ram e scheda nvidia, ho iniziato a progettare una locandina accattivante basandone il testo su kubuntu ritenendo comunque la opensuse 10.2 già troppo avanzata per l'utente di basso livello. La kubuntu infatti soddisfa i presupposti che si impone, essendo veramente semplice poichè priva di eccessivi moduli di configurazione e rendendosi perciò adatta ad un utilizzo desktop pressochè immediato. Che tutto l'hardware sia però supportato al 100% altrimenti sono dolori!
La mia esperienza comincia infatti installando senza problemi kubuntu sul computer in oggetto. le mie intenzioni erano di configurare un ambiente base, con i principali software di prima necessità, ma con la rete wireless già predisposta ad un utilizzo immediato. Niente di più semplice direte voi...
Al primo avvio della distribuzione tutto sembra ok, tranne la rete wireless che già sapevo non avrebbe funzionato, quindi nessuna sorpresa. Scarico sul desktop il file compresso contenente i driver della scheda wireless (http://rt2x00.serialmonkey.com) mi accerto che l'attrezzatura necessaria per la compilazione dei driver sia presente (gcc, i sorgenti del kernel), smonto il modulo del driver che kubuntu ha caricato all'avvio ("rmmod --force rt61pci"), cancello il driver (che non funziona, ma si sapeva) dal sistema (trovati con "find / -name rt61*") e mi avvio alla compilazione del modulo corretto. L'operazione è breve e procede senza intoppi, la compilazione e l'installazione riportano solo un "warning" che riguarda le dimensioni del modulo compilato, per il resto tutto ok. A questo punto, d'accordo con le guide che ho seguito per la configurazione della scheda, carico il modulo ("sudo modprobe rt61") e faccio "iwlist wlan0 scanning". I risultati ci sono, la scheda trova effettivamente le reti wireless presenti nella mia zona. Passo dunque alla configurazione dei parametri di connessione tramite la comoda interfaccia del centro di controllo della kubuntu, ma ad un riavvio dei servizi di rete nulla sembra funzionare, le luci della scheda lampeggiano ma la connessione non avviene. Tento il riavvio ma nulla ancora, la scheda viene rilevata ma non riesce a collegarsi all'access point, quindi nessun indirizzo di rete. Decido allora di provare con la fedora 7, stessa procedura, stesso pacchetto sorgente per i driver. L'unica differenza è che la fedora, al posto del modulo driver rt61pci, quello che non funzionava sulla kubuntu, distribuisce il nuovo driver unificato per le schede con chipset ralink, il modulo si chiama rt2x00 e sarà un giorno il driver di default, open source, per tutte le schede di rete wireless con chipset ralink. Sarà, perchè ancora non funziona. Di fatto seguo la stessa procedura di cui sopra per l'eliminazione dei driver errati, e installo quelli nuovi. Stessa identica procedura e risultati di cui sopra. La scheda da segni di vita ma non si interfaccia correttamente con l'access point. Il che significa niente indirizzo di rete, niente connessione. Decido allora di tentare con la opensuse 10.2 più che altro per verificare il corretto funzionamento della scheda e della infrastruttura alla quale cerco di connettermi. Installo, tolgo i driver che la distribuzione installa di default e metto quelli del pacchetto che oramai ho provato già varie volte. Compilo , installo e configuro senza problemi, riavvio i servizi di rete (yast lo fa da se in verità) e tutto funziona correttamente, sono online... Che faccio? Se dovessi trovare un acquirente per il pc troverà installata la opensuse 10.2.

