11 giugno 2008

EN - Fear

Sometimes happens that from a moment to another you feel lost. That's what happened to me two days ago while i was helping in testing an issue that devs found in booting vista after installing openSUSE 11.0 RC1.

While my test resulted in a successful boot of vista after installing RC1 (marking the bug as WORKSFORME) to perform this test i had to clean my good old 10.3 setup that was working perfectly. I didn't had though the intention of using openSUSE 11.0 RC1 as my main system, and for this reason i managed to get enough free space on my 200GB LACIE USB hard drive and, with the help of partedmagic live CD i have created gzipped images of my / and /home using the partimage program.

Trusting it enough, after getting the two partitions gzipped into my LACIE i rebooted straight into the vista's install DVD to try to restore the MBR, just to simulate a first install. It did not working, and i gave just half an our to investigate the problem. After those 30 minutes i abandonned the idea of restoring the original way vista lads after powering on he machine. it was causing me to get nervous.

So i booted with the openSUSE 11.0 RC1 DVD and walked to the shiny new installation procedure witch is really splendid. Everything went fine, i have noted some good news (but that will be in another post) and new, pleasant, performance in speed.

Installation was a breeze, kde 4.0 is branded just fine and upgrades to 4.1 will be available pretty soon after KDE community release it. OK good, vista booted without problems (but notice that 10.3 was installed before and the problem can e related to an original install of vista, without modification to the MBR) and was time to get back to my 10.3 saved images so i rebooted into parted magic live CD, connected and mounted my LACIE and started partimage to restore the images.

At this point i thought i was to start to destroy everyting on my desktop, the real one, with my baseball bat when partimage said that the image i saved just the day before, with the same version of the software from the same live CD, had was compressed in a way it wasn't able to restore my files from.

This happened for the / image as well for the /home image, and you can think about my mood and i don't wish it even to my enemies. But after a little sweat i jumped to partimage's forums and found that this was a known but and to restore this images i should uncompress them manually with gzip from command line and then restore them as uncompressed images.

Everything went into place and now my system, frozen for a night, is working just like when i shooted it down before saving images. So now you know:

Do not save compressed images with partimage 0.6.7, it won't restore them unless you uncompress them manually!!

And don't say you weren't warned...

10 febbraio 2008

EN - Decisions and... Xorg

At one month since my last blog i'v taken the decision to post in english here on blogspot. All my italian time wastes will be redirected on my site (witch is moving these days to joomla! 1.5). But now let's come to the question. If you found my post on google you are probably experiencing problems whit an intel® card not getting the right resolution on a 16/10 1440x900 display, arent't you? So was i since today, when i fixed my problem. For a month or so, since i got my new desktop system (acer l320), i was googling for the only problem that affected me with the new intel® based graphic card. The image on the monitor, after the X startup was compressed in the monitor, showind the right resolution of 1440x900 but like it was on a 4/3 display (giving a compressed image and leaving a black stripe on the left of the desktop). Mouse pointer was also being captured in the reduced image giving me the proof that the right resolution was loaded but something else went wrong. After a bit of googling i understood that was a refresh rate related problem, and simply using xrandr (once the KDE desktop where loaded) fixed everything. But it was clearly a patch not giving me the sensation of having a 100% Linux-compatible environment so i continued my wuest for the right «Xorg.conf based» solution. I want to save you from the list of my attempts getting you straight to the solution. It was, yes believe me, simply a matter of changing

VertRefresh 50-75

to

VertRefresh 75

in the "Monitor" section of my Xorg.conf. Modelines and everything else where left untouched from my SAX2 setup (yes, i'm on openSUSE). At the reboot everything worked just fine. Now i can apply my openSUSE sticker to thath machine!

11 gennaio 2008

IT - KDE 4.0.0 è tra noi

Il progetto KDE è già riuscito più volte a dimostrare come un gruppo on-line possa ottenere, utilizzato una tecnica di sviluppo collaborativo OpenSource, dei risultati strabilianti. Infatti, vari riconoscimenti sono stati assegnati ad alcuni dei sotto-progetti di quello che è ad oggi il più diffuso e completo ambiente Desktop libero disponibile, da ormai undici anni, su sistemi operativi simili a Unix e da ora in avanti anche per Microsoft© Windows© e Apple© Mac OS X©.

Oggi, 11/01/2008, viene rilasciata la attesissima versione 4.0 dell'insieme di programmi che prende il nome di KDE. KDE 4.0 però non è semplicemente la quarta versione di un ambiente operativo grafico che comprende tutte le applicazioni necessarie a soddisfare le esigenze degli utenti. KDE 4.0 infatti costituisce una svolta nell'esperienza Desktop, dall'utilizzatore finale al programmatore, entrambe toccati da numerose novità che andremo a scoprire, se pur superficialmente, più avanti. Continuate a leggere!



La visione generale

Da quando, nel 2005, le librerie che sono alla base di KDE (le Qt della Trolltech) hanno raggiunto la versione 4, nei canali di comunicazione dove usualmente si incontrano gli sviluppatori e gli appassionati più tecnici di KDE si è fatto un gran parlare dello sviluppo di KDE 4. Molte idee sono state espresse nella sezione che è stata creata appositamente per raccoglierle su KDE-apps.org, molte sono state portate avanti e sviluppate, molte altre rinviate a KDE 4.1.

Ma le novità di primo impatto, tangibili con questa storica release, non si limitano certamente alle migliorie derivate dall'utilizzo delle nuove librerie della Trolltech. 

Un nuovo concetto di esprimere le azioni e le interazioni dell'utente con le applicazioni è stato studiato da zero per dare vita ad una nuova esperienza visuale che guiderà l'utente con una intuitività mai vista. Questo è il lavoro del team Oxygen, formato dai creatori delle nuove icone e del nuovo stile per il Desktop di KDE 4. Le intenzioni del team Oxygen sono state fin dal principio quelle di lasciarsi alle spalle il vecchio concetto che limitava l'icona ad essere solo una figura per aiutare a memorizzare ciò che vi era collegato. Con il nuovo set di icone Oxygen si è cercato di raggiungere un livello di intuitività superiore, si ha avuto la pretesa di far capire all'utente l'azione o il tipo di file rappresentato da una determinata icona ancor prima di farci clic sopra. Di concerto ne deriva che la memorizzazione e l'associazione dell'icona ad una azione o tipo di file ne trae un non trascurabile giovamento.

 

Ma la novità principale del Desktop KDE 4 si chiama Plasma, ed è la componente che rappresenta ciò che un utente intende per Desktop. Forse dovrei dire "intendeva" poiché Plasma è un progetto innovativo e avveniristico che intende portare ad un altro livello l'esperienza Desktop dell'utente. Plasma permette l'utilizzo delle vecchie applet di superkaramba come anche dei widget della dashboard di Mac OS X©. Tutte le parti di un Desktop vecchio stile sono state riviste e integrate su Plasma, i pannelli dove siete abituati a rimpicciolire le applicazioni, il classico posizionamento dell'orologio di sistema, le informazioni sulle applicazioni nascoste come i vari programmi di messagistica istantanea o l'indicatore del volume. Tutto è stato "plasmificato" e ora posizionabile in qualsiasi area del Desktop, senza più restrizioni.

Ma tutte le innovazioni del nuovo KDE non sono visibili a occhio nudo, e soprattutto non sono apprezzabili dal semplice utilizzatore finale. Molti sforzi sono stati concentrati nell'implementazione di librerie facili da utilizzare, nella costruzione di applicativi di base (backends) creati per rendere vita facile ai programmatori che vogliano investire il loro tempo nella produzione di applicazioni per KDE 4. Nepomuk, Strigi, Akonadi, Phonon, Solid, sono alcuni dei cosiddetti pilastri di KDE 4, infrastrutture innovative dedicate a rendere l'ambiante KDE più facile e potente sia per gli sviluppatori che per gli utenti. Ma non ce ne occuperemo qui, sono infatti, per la maggior parte, argomenti dedicati agli utenti più avanzati e ai programmatori. L'utente finale non sarà in grado di notare questi nuovi componenti, non saprà come funzionano. Si renderà conto però che la ricerca all'interno dei file sarà molto più veloce e precisa, noterà l'estrema facilità con la quale potrà configurare i vari dispositivi multimediali, noterà la capacità di commentare, valutare e aggiungere tag a tutti i tipi di file e molto altro!

Microsoft© Windows© e Apple© Mac OS X©

Nelle prime righe si fa menzione del fatto che KDE 4 sarà disponibile anche su altri sistemi operativi al di fuori dei classici Linux e FreeBSD. Ora che si è visto cosa è Plasma è d'obbligo precisare che la possibilità di avere KDE 4 anche sulle altre piattaforma menzionate si limita solamente ad alcune applicazioni, non all'intero ambiente. Infatti i Desktop di questi altri sistemi operativi rimarranno invariati, Plasma non verrà utilizzato al di fuori di GNU/Linux e FreeBSD. Si avrà però la possibilità di utilizzare molte delle applicazioni scritte per KDE 4 anche su Windows© e OS X©, dando quindi la possibilità a chi non vuole avventurarsi nel mondo dei sistemi operativi OpenSource di poter utilizzare programmi come Amarok, KOffice, digiKam e molti altri che fino ad oggi erano disponibili solo per gli utenti Linux.

Conclusione

In questa breve introduzione si è parlato di quelle che sono le prospettive future per il ciclo di vita di KDE4. Non tutto infatti è ancora pronto, molti pezzi del puzzle devono essere ancora messi nel posto giusto. La versione rilasciata oggi, la 4.0.0, segna solo l'inizio di questa nuova avventura del progetto KDE.